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” Noi siamo soli nel momento in cui il nostro amore è inespresso” – Mario Acampa

La scena sa di qualcosa di già vissuto. Il solito bar di Piazza Statuto (oramai lo chiamo “il mio ufficio veloce”), 2 caffè e di fronte a me uno dei ragazzi più talentuosi che io abbia mai incontrato, Mario Acampa.
Per i miei amici e per chi mi segue Mario compare spesso nei miei discorsi e nei miei lavori.
Per me lui è talento puro, tela bianca e colorata insieme, trasparenza e sincerità.
Non lo vedo da qualche settimana, lui nel frattempo ha girato con Tom Hanks alcune scene di Inferno, dal best seller di Dan Brown, per la regia di Ron Howard a Budapest. Sì. avete capito bene, lui è stato l’unico attore italiano ad aver superato il provino. Il ragazzo minimizza, la sua amica blogger cerca di dargli il giusto lustro. Ma questa è un’altra storia, della quale parleremo a tempo debito.

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L’occasione è data dalla prima nazionale, lunedì 15 giugno 2015 presso il Teatro Carignano di Torino, dell’opera lirica Il Piccolo Principe, musica e libretto di Alberto Caruso, regia del “nostro” Mario Acampa.
Tratto dall’omonimo libro scritto nel 1943 dal francese Antoine de Saint-Exupéry, il libretto ne rispetta la struttura originaria e l’approccio naturalistico nel narrare la storia del piccolo principe che vaga alla ricerca delle risposte ai quesiti universali dell’Uomo, quasi un testo filosofico la cui lettura è possibile ad ogni età apprezzandone connotazioni diverse e approfondendole a seconda della propria individuale sensibilità.
Sul piano musicale il compositore si spinge al di là del testo, interpretando le emozioni dei vari personaggi e proprio su questo terreno, dato dal sotto testo dell’opera, si incontrano l’autore e il regista, impegnati sul piano dell’interpretazione delle emozioni, prima fra tutte la Solitudine, un concetto atavico dell’Uomo.
Una musica, dice lo stesso Mario, che va dritta al cuore
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Mario spiega che per lui la regia è un atto di Coraggio, che dà una direzione forte al testo, mentre la Forza viene impressa dai collaboratori dei quali il regista si avvale. Sono state fatte, infatti, delle scelte coraggiose, come rendere attuale la figura del protagonista, un essere umano dei nostri giorni che ha tutto, può andare ovunque, può comunicare con chiunque, ma si sente ugualmente solo. Questo perché, sostiene il regista, l’essere umano ha bisogno si esprimere il proprio Amore attraverso degli atti, dei gesti che permeino la sua vista di  una significato. Acampa, a tal proposito, cita un’iscrizione posta sulla facciata della Facoltà di Architettura di Venezia che dice “La verità sta nel fare le cose”.
Se volessimo trarre un insegnamento da questa lettura del libro dell’autore francese diremmo che Piccolo Principe è colui che ci ha provato fino alla fine, perché in realtà nella vita bisogna sempre avere fiducia in se stessi e perseguire le proprie ambizioni e i propri sentimenti, indipendentemente dal risultato, ma credendoci ed affidandosi ad essi.

Ed ecco che l’opera viene ambientata negli anni ’50, non a caso all’interno di vari aeroporti, i luoghi dove per eccellenza si incontrano mille personaggi senza conoscerne realmente nessuno e dove si viaggia verso qualunque destinazione. L’idea è quella di richiamare alla mente la vecchia Pan Am, con le sue divise storiche e la predominanza del colore azzurro.

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L’opera inizia con Piccolo Principe che parte dal suo pianeta perché si rende conto che il suo rapporto con la rosa, della quale ha avuto sempre cura, non gli basta più, ha bisogno di fare nuove esperienze. Egli parte per un viaggio che lo porterà in altri luoghi, dove farà nuovi incontri e nuove esperienze, ma la Nostalgia per la rosa, alla quale si renderà conto di voler tornare, lo condurranno verso un finale catartico diverso da quello scritto da Saint- Exupery.

Sponsor per gli arredi GEBRÜDER THONET VIENNA. costumi di Ilaria Magini, scenografia di Francesco Boerio, coreografie di Antonio Della Monica.

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Le sorprese con Mario Acampa non si esauriscono qui. Ad agosto sarà sua la conduzione del FIUGGI FILM FESTIVAL e a settembre si riparte con la nuova stagione teatrale di TEATRO MATTEOTTI/FONDERIE LIMONE a Moncalieri (TO), dove Mario ricopre il ruolo di direttore artistico.

Noi, domani sera, saremo al Carignano ad applaudirlo.
A tutti voi, a presto

Un caloroso abbraccio

Ulderica

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