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Conosco da tempo Mihaela Slav e devo dire che ha il fascino romantico e rigoroso di certe eroine dei romanzi di fine ‘800. Una giovane donna schiva, asciutta, ma che sorride con grandissima cordialità quando si sente a proprio agio. Una personalità fatta di grande dedizione al proprio lavoro, portato avanti con una passione, oserei dire una “fede” incrollabile, ora più che mai votata al successo e alla riuscita di un brand che è espressione visiva e tangibile di una formazione eccellente, di sogni da materializzare, di una grande esperienza culturale a tutto tondo, dove nulla è lasciato al caso e ogni dettaglio viene curato in modo maniacale.

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Mihaela nasce in Romania nel 1977 e lì si forma come fashion designer. Desiderosa di completare la sua formazione in Italia, si trasferisce a Torino con l’intenzione di conseguire la laurea all’Accademia Albertina delle Belle Arti.
Da sempre attenta anche al mondo dell’Arte, passando dalla pittura alla musica, la sua ossessione è la “destrutturazione” degli elementi cardine che reggono questi mondi per poterne creare di nuovi.
Sostanzialmente il suo pensiero si basa sulla padronanza di un concetto talmente approfondita da poterlo scardinare al suo interno e ricostruire su nuove basi.
Ispirandosi all’artista cubana Tania Bruguera, abbraccia il principio dell’Arte Util, che consiste nel mettere in discussione le basi dell’Arte in cui opera per poter creare qualcosa di nuovo per i suoi fruitori.
Come nella visione della Bruguera, vengono messi in forse i principi dei contesti nei quali si opera (civico, legislativo, pedagogico, scientifico) al fine di creare le premesse per nuovi modi per rapportarsi con essi.
Nasce così d-ECOnstruction Lab.

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La sua è una creatività “pura”, quasi monastica. Dalle sue abili mani di artigiana escono prototipi di borse, accessori e abbigliamento dove l’elemento base sono la fantasia, il concetto dell’elemento stesso e la sua portabilità. Utilizzando prevalentemente pellami pregiati di scarto provenienti dall’industria dell’abbigliamento, Mihaela riesce a creare pezzi unici o comunque a tiratura limitata, che hanno un’anima e una storia propria e che sono classificabili come eco-sostenibili.
Sono veri e propri oggetti d’arte che vanno oltre la finalità estetica e hanno l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche legate all’ambiente e alla piaga della disoccupazione, nella speranza che ciò induca alla nascita di una coscienza critica da parte del consumatore finale.

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Ogni singolo pezzo viene firmato e numerato a mano, così testimoniando il valore di un entità creata con l’anima. Un’anima che vede la Moda del passato come un dato acquisito e che fa riferimento, parlando di silhouette, al periodo edoardiano, tanto caro a molti couturier del nostro tempo.
Inutile non fare riferimento a Vivienne Westwood e alle sue rivisitazioni, spesso anche irriverenti, di alcuni capi storici dell’abbigliamento di quel periodo, in particolar modo al corsetto.
Nel corso dell’interessantissimo pomeriggio trascorso con Mihaela per realizzare questo articolo ho avuto modo di conoscerla meglio e proprio a proposito del corsetto, che è un capo difficile da realizzare perché articolato e composto da vari elementi, lei osservava come ami questo capo proprio perché costrittivo della persona e come la costrizione fisica sia sovente foriera di una grande libertà intellettuale e di pensiero. Inutile non andare con esso ad un’artista del calibro di Frida Kahlo, che ne è lo straordinario esempio.

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Il concetto di Libertà elaborato dall’artista non poteva non rimandare il nostro discorso, svoltosi di fronte ad un caffè, a film come Matrix, che trattano argomenti come il sistema in cui viviamo e nel quale le cifre stilistiche ben si sposano con quelle di d-ECOnstruction Lab.
Con la scelta, spesso quasi totale, del colore nero, della linearità e nella pulizia delle forme, nella perfetta fusione tra passato e futuro, dove ci sembra di scorgere la Moda che verrà pur facendo continui cenni al passato.
Il mondo di Mihaela Slav è un mondo onirico, popolato di esseri di fantasia.
Musicalmente attenta, vede in un’artista completa come l’islandese Bjork l’immagine della creatività a 360 gradi, dove la musica ed il canto si fondono splendidamente con l’immagine della persona, le sue performance e i suoi video, in un insieme di estrema qualità complessiva.

Potete trovare il brand d-ECOnstruction Lab su Facebook. https://www.facebook.com/pages/D-ECOnstructionLAB/450011898357425?fref=ts

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Ph. Mathieu Gasquet

Grazie della Vs compagnia

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